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Il respiro del gigante

Il grande platano di Curinga, custode millenario della sorgente di Vrisi.

Il respiro del gigante

Il grande platano di Curinga, custode millenario della sorgente di Vrisi.

Il respiro del gigante

Era la sorgente, brusis in greco. Vrisi, come fu chiamato dopo, è ancora il luogo dell’acqua che bagna le radici di un platano che, secondo la tradizione popolare, i monaci portarono dal lontano Oriente. Chiunque sia stato a piantarlo, quell’albero è ancora lì, nel territorio di Curinga, parte di una formazione di platani, dal punto di vista botanico, molto rara. Alto più di 30 metri, con una circonferenza di 15 metri secondo le misurazioni scientifiche della Giant Trees Foundation, e con un’età stimata di mille anni, è certamente il platano più largo e più vecchio d’Italia, iscritto nell’elenco nazionale degli alberi monumentali. Il suo tronco ha alla base una cavità di oltre tre metri di apertura — una specie di grotta in cui quasi poter sentire il suo respiro, ed enormi e lunghe radici affioranti che rendono il suo aspetto ancora più maestoso. Cosa potesse significare il platano per i monaci basiliani di cui parla la tradizione popolare, lo racconta la cultura greca. Era l’albero sotto cui Socrate e Fedro conversavano lungo l’Ilisso, sotto cui Ippocrate insegnava ai suoi allievi a Coo, e la pianta che Serse amò così perdutamente da adornarla di gioielli. Era l’albero del pensiero, della cura, della bellezza che dura, il ponte tra la terra e Dio. Piantato vicino all’eremo di Sant’Elia Vecchio, poteva rappresentarne l’estensione, la dilatazione del mondo e della cultura da cui venivano. Piantato perché, come una benedizione, sopravvivesse a tutto.

Momento ideale

tutto l’anno.

Accessibilità

itinerario naturalistico non asfaltato con barriere naturali.

Cultura locale

fino a poco tempo fa il Platano, insieme ad un altro albero, un pioppo nero tra i più grandi d’Italia che sorgeva poco a valle, ha fatto guadagnare a Curinga il soprannome di “paese dei due giganti”.

Itinerario consigliato

l’escursione a piedi inizia dalla piazzola di sosta dei suggestivi ruderi del Monastero di Sant’Elia Vecchio. Da qui, attraversando la strada provinciale, si imbocca il sentiero segnalato che scende nel bosco fino a raggiungere il platano monumentale. Per completare l’esperienza del “Museo Diffuso del Territorio di Curinga”, è necessario spostarsi in auto o in bicicletta per visitare le altre tappe: prima risalendo verso il caratteristico Centro Storico di Curinga (a circa 4 km) e successivamente scendendo a valle per ammirare le monumentali Terme Romane di Acconia.