Dove la bellezza si fa devozione
Arte, fede e memoria nel cuore antico di Curinga
Dove la bellezza si fa devozione
Arte, fede e memoria nel cuore antico di Curinga

Al pari degli altri edifici di culto, la Chiesa dell’Immacolata si integra armoniosamente nel tessuto urbano antico di Curinga. Il sagrato si apre sulla piazza omonima, popolarmente chiamata “u passu” (il passaggio). Il toponimo deriva dalla peculiare posizione della chiesa che, originariamente separata dal resto dell’abitato da un canale, risultava spesso isolata; l’accesso era garantito soltanto da uno stretto passaggio che oggi identifica l’intera area. L’edificio, già certamente esistente prima del 1640, era dedicato a San Nicola e così fu fino al 1733, quando qui si trasferì la Confraternita dell’Immacolata con un suo altare. Danneggiata dal terremoto del 1783, la chiesa subì diversi rifacimenti e restauri fino all’aspetto attuale a croce latina a tre navate e con una cripta purtroppo non accessibile. L’importante transetto da tredici metri incrocia la navata, in corrispondenza di un ampio e alto tiburio. L’abside, a pianta semicircolare, è chiusa da un catino ben decorato con stucchi a motivi fitomorfi. All’interno le pareti sono interamente bianche, un aspetto che dà leggerezza a tutto lo spazio, mentre gli stucchi si accendono di dettagli in oro. Sull’altare maggiore c’è una cinquecentesca statua in legno della Madonna, di autore ignoto. Nel 2022, riordinando l’archivio della Confraternita dell’Immacolata, è stata anche ritrovata una reliquia di San Francesco d’Assisi, donata alla chiesa nel 1893 e dimenticata per quasi 130 anni: oggi è di nuovo esposta alla venerazione dei fedeli. Il prospetto esterno mostra un disegno compatto, serrato lateralmente dai due campanili disposti in posizione sfalsata rispetto alle colonne. Queste ultime, partendo da basamenti quadrati, si elevano a sostenere una trabeazione decorata con eleganti rilievi fitomorfi. Sopra l’ingresso è visibile un altorilievo dell’Annunciazione, mentre nel timpano si scorge la cacciata dall’Eden di Adamo ed Eva. Il frontone è invece coronato dalla grande statua dell’Immacolata con accanto due angeli adoranti. Nel registro inferiore si aprono tre portali bronzei eseguiti a cera persa. Nel fornice centrale, dedicato all’Immacolata Concezione, un rilievo principale mostra la sagoma di Curinga sullo sfondo della scena sacra, con due putti aggettanti che reggono il testo del Vangelo di Luca. I quattro riquadri minori illustrano gli episodi della Genesi, della Visitazione, della Maternità e della proclamazione del Dogma, mentre i portali laterali rendono omaggio a San Francesco d’Assisi e a San Nicola di Bari.
Momento ideale
tutto l’anno, negli orari di apertura.
Accessibilità
non sono presenti barriere architettoniche; la cripta interna è chiusa al pubblico.
Cultura locale
la Confraternita dell’Immacolata è un punto di riferimento per l’identità cittadina: conserva le opere d’arte sacra e tramanda i solenni riti legati alle festività del borgo.
Itinerario consigliato
con una breve passeggiata a piedi tra i vicoli si raggiunge il Palazzo Bevilacqua, mentre fuori dal paese si possono visitare l’Eremo di Sant’Elia Vecchio, il platano monumentale e, scendendo in pianura e verso il lido, le Terme Romane e le Torri costiere.

