La Torre che guardava il mare
Custode silenziosa della costa di Curinga
La Torre che guardava il mare
Custode silenziosa della costa di Curinga

Della stessa rete di torri costiere pensata a difesa del litorale di Curinga fa parte anche la Torre di Mezza Praia, in località Torrevecchia, non lontano dalla Torre di Laconia. Fu edificata intorno alla metà del 1500 per sorvegliare il tratto di costa un tempo esposto alle incursioni saracene, secondo il sistema di segnalazione a vista adottato per comunicare da una torre all’altra. Ha base circolare, con un basamento a forma tronco-conica su cui poggiano due piani superiori cilindrici, cordonati e forati da diverse finestre. Non presenta aperture al piano basso né tracce di ponte levatoio: l’ingresso lato monte, riservato al piano superiore, avveniva unicamente tramite una scala retrattile in legno o in corda, che i torrieri calavano dall’alto e ritiravano all’interno in caso di attacco dei corsari. Gli archivi indicano anche coloro che avevano la responsabilità del presidio, in particolare nel 1618 il torriere Girolamo Costa e nel 1707 Domenico La Rocca. Non lontano sorgono i ruderi dell’Abbazia di Sant’Eufemia. La manutenzione della torre e il presidio di guardia erano affidati allo «stato» di Maida, competente per la prima difesa del tratto di costa.
Momento ideale
tutto l’anno, in particolare all’ora del tramonto.
Accessibilità
il monumento sorge a poca distanza dal litorale sabbioso, in un campo coltivato. Non ci sono particolari barriere naturali; visitabile solo dall’esterno.
Cultura locale
nel corso dei secoli la zona costiera ha vissuto profonde trasformazioni economiche: documenti del XIII secolo attestano la presenza di un’importante tonnara proprio in questo tratto di marina, un’attività poi scomparsa che ha lasciato spazio a un arenile selvaggio che rientra nell’ecosistema protetto delle Dune dell’Angitola.
Itinerario consigliato
Torre Mezza Praia è una delle tappe costiere del Museo Diffuso. A circa quattro chilometri si può visitare Torre di Lacconia e verso l’interno, i resti delle Terme Romane, in collina il centro storico di Curinga e l’Eremo di Sant’Elia Vecchio con il suo platano monumentale.
