Il Benessere ai Tempi di Roma
Le Terme di Acconia raccontano la presenza romana e la vita quotidiana ai margini dell’Impero
Il Benessere ai Tempi di Roma
Le Terme di Acconia raccontano la presenza romana e la vita quotidiana ai margini dell’Impero

La frazione Acconia di Curinga sorge sui resti di quella che i Greci chiamavano Laconia, e che i Romani trasformarono in uno degli snodi della via Popilia, la strada consolare che da Capua si inoltrava fino a Reggio Calabria. Qui si trovano le Terme romane, per anni ricordate anche con un nome suggestivo, anche se impreciso, “Tempio di Castore e Polluce”. Furono costruite nel I-II sec. d.C. con la tecnica dell’opus testaceum — mattoni bessali quadrati di circa 20 centimetri di lato, disposti in filari — e le murature, conservate quasi fino all’altezza originaria – in alcuni punti fino a cinque metri fuori terra – permettono ancora oggi di entrare tra i volumi architettonici reali di duemila anni fa. Proprio l’eccezionale stato dei muri perimetrali ne fa un unicum in Italia. Il fulcro del complesso è il frigidarium, una grande aula rettangolare di 80 metri quadrati con due absidi semicircolari che ospitavano vasche d’acqua fredda e nicchie con statue, coperta da una complessa struttura voltata. Il calidarium, orientato a sud-ovest secondo i precetti di Vitruvio per sfruttare il calore solare, era composto da due ambienti absidati, ciascuno dotato di praefurnium. La chiarezza degli spazi, tra ambienti riscaldati, tepidarium e laconicum, restituisce la sequenza funzionale completa delle terme imperiali. Il complesso fu rimaneggiato almeno tre volte nel corso dei secoli, e sono sei le fasi documentate dagli scavi condotti tra il 1991 e il 2007. Verso la metà del IV secolo le terme smisero di assolvere alla loro funzione e vennero spogliate di tutto il materiale riutilizzabile per altre costruzioni. Oggi l’area di circa 1000 metri quadri continua a raccontare quale fosse il rapporto dei romani con una parte periferica dell’Impero, ma soprattutto è la testimonianza di una delle opere di ingegneria idraulica antica e della vita quotidiana del tempo, in cui c’era anche spazio per rigenerare corpo e spirito.
Momento ideale
tutto l’anno.
Accessibilità
l’area archeologica si trova in una zona di campagna e l’accesso è libero. Il percorso presenta un fondo irregolare con barriere naturali.
Cultura locale
il territorio circostante la piana di Acconia è celebre per la coltivazione intensiva delle fragole, autentico simbolo dell’eccellenza agricola locale.
Itinerario consigliato
il sito delle Terme romane è una delle tappe del “Museo Diffuso del Territorio di Curinga”. Per completare il circuito dei monumenti simbolo è necessario muoversi in auto o in bicicletta: da qui si può risalire per circa 6 chilometri verso il Centro Storico, oppure procedere per altri 4 chilometri verso l’area montana, da cui parte il sentiero pedonale per il Monastero di Sant’Elia Vecchio e il Platano di Vrisi.
